Premessa

Queste proposte formative costruite, per citare solo alcuni partner, con l’Università, il Planetario, il Centro Culturale “Ferrari”, il Centro Linguistico Universitario, la Videoteca regionale, l’Ufficio Scolastico Provinciale, l’apporto delle Direzioni Didattiche cittadine, per quanto riguarda i corsi in convenzione, mirano dunque a fornire alcune risposte alle domande che gli insegnanti si pongono nella quotidianità del fare scuola, ad offrire “attrezzi di lavoro” per qualificare la loro professionalità migliorando quindi, in ultima analisi, la qualità dell’offerta formativa.
Occorre sottolineare che nella scuola italiana la formazione in servizio continua a versare in una situazione a dir poco imbarazzante: poche risorse, mancanza di qualsiasi pianificazione di lungo e medio periodo, sostanziale facoltatività e, soprattutto, incerta relazione fra obiettivi (quale scuola vogliamo realizzare?) e mezzi (su quali aspetti orientiamo la formazione dei docenti?).
Ed è proprio su quest’ultimo punto che occorrerebbe focalizzare l’attenzione: l’aggiornamento e la formazione sono gli strumenti per modificare il modo di lavorare degli insegnanti e quindi, incidendo sulla loro professionalità, modificano, in una relazione abbastanza diretta anche se evidentemente non esclusiva, gli apprendimenti degli studenti.
Non investire in formazione significa quindi non impegnarsi sul piano della trasformazione dell’esistente, accontentarsi di denunciare le difficoltà della scuola senza avviare azioni concrete per contenerle e superarle.
A livello locale la lunga tradizione di lavoro in questo campo ha dato risultati che possiamo individuare nella sostanziale tenuta del nostro sistema scolastico, ma occorre fare di più.
Occorre esplicitare le relazioni tra il piano di formazione che di anno in anno andiamo a proporre e gli obiettivi prioritari che le istituzioni scolastiche sapranno darsi rispetto all’orientamento dell’offerta cittadina; occorre analizzare i punti di debolezza del nostro sistema scolastico ed impostare il piano di formazione sulla base di queste indicazioni; occorre che la formazione, da fatto individuale - mi iscrivo a quel corso perché mi pare interessante - diventi fatto collettivo - un consiglio di classe, un intero collegio, un gruppo di docenti si iscrivono a un corso perché la scuola, nell’esercizio della propria autonomia, ha individuato un particolare bisogno formativo in relazione alle caratteristiche dell’offerta formativa che vuole costruire o dei punti di debolezza individuati in quella stessa offerta o nei risultati di apprendimento degli studenti.
È dunque necessario, anche in questo campo, lavorare in un’ottica di sistemi e di interdipendenze, di strumenti ed obiettivi, di ipotesi e di verifiche investendo risorse in progetti mirati ed avendo il coraggio di scegliere nella consapevolezza che non esistono soluzioni miracolistiche ai problemi strutturali della nostra scuola e che non basterà individuare alcuni fannulloni per far uscire il nostro sistema scolastico dalla sua pericolosa deriva: occorrono la pazienza, la tenacia e quella dose di fiducia che ciascun insegnante sa trovare in se stesso entrando in classe ogni giorno.

                                                                                                                        Adriana Querzè 
                                                                             Assessore all’Istruzione, Politiche per l’Infanzia, 
                                                        Autonomia Scolastica, Rapporti con l’Università
                                                                            Comune di Modena


Ultimo aggiornamento: 08/08/08


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