Premessa

Ci sono alcune ragioni per cui l’aggiornamento professionale dei docenti è una questione molto dibattuta e poco praticata nella scuola italiana.
La prima ragione è una visione ingenua, seppur diffusa, della scuola come luogo di trasmissione di conoscenze che i docenti possiedono già, e che quindi non è necessario né attualizzare né mettere in relazione col mondo che cambia, le teorie che evolvono, i ragazzi che crescono in contesti differenti.
La seconda ragione è il contenuto del contratto di lavoro degli insegnanti che non prevede che i docenti si aggiornino e quindi ogni attività in questo campo risulta di natura volontaria.
C’è stata una stagione contrattuale nella quale lo svolgimento di un numero definito di ore di formazione era determinante per un avanzamento di carriera. Quella fu la stagione in cui le sale si riempirono di maestri e professori, non sempre interessati ai contenuti proposti ma, comunque, presenti. E pare ingeneroso puntare il dito contro questi comportamenti se pensiamo agli stipendi di fine carriera degli insegnanti italiani che, sicuramente, non consentono di sprecare le occasioni che, seppur in misura minima, possano migliorarli.
Nonostante tutto questo ci sono insegnanti che scelgono di intraprendere percorsi di formazione perchè comprendono che il long life learning è un indicatore della qualità della conoscenza anche per chi è chiamato a costruire la conoscenza altrui.
Nonostante tutto ci sono collegi che deliberano la partecipazione a corsi di aggiornamento vincolanti per l’intero collegio o per specifici dipartimenti e coerenti con l’analisi dei bisogni formativi in relazione all’attuazione del P.O.F..
E’ ai singoli insegnanti ed ai collegi docenti delle scuole modenesi che scelgono, nonostante tutto, di percorrere la via della formazione, che si rivolge, come ogni anno, la proposta formativa del Comune elaborata da M.E.MO..
E’ una proposta che cerca di coniugare le criticità del sistema scolastico, con le acquisizione della ricerca educativa per offrire risposte nuove e scientificamente fondate alle domande della scuola. 
E’ una proposta realizzata in collaborazione con esperti, altri enti di formazione accreditati, Università, A.U.S.L.
La proposta consta di due parti: una, elaborata in convenzione con le istituzioni scolastiche delle scuole primarie e secondarie di primo grado, alla quale aderiranno i collegi, o i gruppi di docenti designati dai collegi, su tematiche concordate; l’altra, ad adesione libera, che si rivolge ai singoli insegnanti.
La parte dei corsi in convenzione ha un obiettivo ambizioso e condiviso dalla dirigenza scolastica: investire sulla formazione prefiggendosi obiettivi non di singola scuola ma di intera città: in questa parte troviamo, per la scuola primaria, la conferma del grande investimento sull’individuazione precoce e la prevenzione dei disturbi di apprendimento, lo sviluppo delle proposte sui temi dell’apprendimento nell’era digitale. Per la scuola secondaria di primo grado troviamo approfondimenti delle questioni relative alla gestione della classe e, più in generale, della relazione con gli alunni che paiono essere le maggiori criticità esistenti, oggi, in questo grado scolastico.
La parte dei corsi rivolti ai singoli docenti è ancora più articolata.
Troviamo infatti proposte su specifiche aree disciplinari e proposte metodologiche, cioè il cosa insegnare e il come insegnarlo.
E troviamo proposte relative alla disabilità e all’intercultura cioè a quegli ambiti nei quali la scuola si trova a dover rispondere a domande educative molto complesse.
Un ultimo aspetto caratterizza questa proposta formativa: il fatto di essere davvero il frutto di una riflessione che vede insieme scuole che, tramite i dirigenti scolastici e i docenti referenti dell’aggiornamento, propongono, verificano, orientano ed ente locale che, tramite i suoi tecnici, propone a sua volta, ascolta, modifica, organizza.
Un ulteriore esempio di investimento di risorse materiali, economiche e soprattutto umane per una scuola capace di raccogliere le sfide del presente perché attrezzata e soprattutto, non sola.

L’Assessore all’Istruzione
Politiche per l’infanzia e l’adolescenza
Rapporti con l’Università
Adriana Querzè

Ultimo aggiornamento: 09/08/10


Valid XHTML 1.0! Valid CSS! Level Double-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0