La parola verticale



Come e perché fare poesia, leggere poesia (o insegnare poesia)?
Come creare tra giovani e linguaggio poetico un legame che duri nel tempo, oltre la didattica.
L’incontro vuole aiutare a riflettere sulla natura della parola poetica: che non è semplicemente una parola “alta”, o “commovente”, o “insolita”, ma è una parola ambigua e inaspettata.
Significa lasciare l’iniziativa alle parole, perché combinandosi raggiungano zone semantiche che nemmeno il poeta, o la sua società, conoscono perfettamente. Per far questo bisogna giocare con le parole, e non c’è gioco se non ci sono regole.
Bisogna conoscere gli strumenti e le tecniche, ma la prima regola è liberarsi di ogni condizionamento morale e ideologico (compreso quello della poesia come stereotipo).
La poesia non serve per elevare lo spirito ma per mettere in crisi le ipocrisie e le censure del linguaggio.
La riflessione teorica sarà accompagnata da esempi concreti, italiani e non.



giovedì 4 dicembre 2014

Relatore: Walter Siti, ex docente universitario e scrittore
Destinatari: insegnanti di scuole di ogni ordine e grado
Durata: 1 incontro di 2 ore
Orario
: dalle 17 alle 19
Sede: Memo, viale Barozzi, 172 Modena
Numero di adesioni
: massimo 30 partecipanti



Ultimo aggiornamento: 26/11/14


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