Inchiesta sulla frontiera

Memo

Cosa sono le frontiere? A cosa servono i confini? Quali leggi e quali documenti stabiliscono il diritto delle persone di attraversarli? Che conseguenze hanno queste leggi sulla vita dei cittadini europei e no?
Il laboratorio interattivo propone alle insegnanti di partecipare a un’inchiesta collettiva  - replicabile in classe insieme agli studenti - sul tema della frontiera, con il metodo del confronto, della discussione e della verifica delle fonti.
In primo luogo si analizzeranno dunque i diversi tipi di documenti (carta d’identità, passaporti, visti) dei quali i cittadini devono essere in possesso per attraversare i confini nazionali, prendendo in considerazione da un lato le diverse motivazioni che spingono le persone a spostarsi (turismo, studio, lavoro, fuga dovuta a persecuzioni, guerre o calamità) e dall’altro le politiche di apertura e chiusura delle frontiere elaborate dai singoli paesi, con particolare riguardo all’Europa e all’Unione Europea (Accordo di Schengen e possibili deroghe e Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati).
Ci si interrogherà poi su dove e come poter reperire dati su quante persone attraversano, legalmente e illegalmente, le frontiere, prendendo in considerazione i flussi in entrata verso l’Europa. Consulteremo alcune fonti ufficiali come l’agenzia europea Frontex, i dati dell’organizzazione governativa UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), e di organizzazioni internazionali come Amnesty International. Vedremo come questi dati, unitamente ad altre fonti, possano essere la base del racconto giornalistico sulle migrazioni contemporanee verso l’Europa.
Consulteremo quindi brevemente alcune infografiche e webdocumentari pubblicati da grandi testate giornalistiche internazionali su questo tema. Sia questi sia quelli utilizzati in precedenza sono materiali disponibili in rete, in lingua italiana o inglese, sui quali i docenti potranno riprendere il lavoro in seguito, con la classe o il gruppo.
Infine lavoreremo insieme prendendo a esempio una inchiesta giornalistica di eccellenza, realizzata dal quotidiano britannico The Guardian, che spicca sia per la cura dei contenuti sia per la forma particolarmente innovativa. Si tratta infatti di un reportage interattivo che permette di calarsi nei panni di una donna, profuga di guerra, che cerca salvezza insieme ai propri figli. La visione collettiva del reportage richiede lo svolgimento di una discussione all’interno della classe, in quanto per proseguire nella lettura è necessario di volta in volta compiere delle scelte che simulano le scelte cui si trova di fronte una persona in fuga da una guerra.
Il lavoro sarà accompagnato e commentato dalla spiegazione di come l’inchiesta è stata realizzata, come vengono raccolte le testimonianze, come si fa a verificare le fonti e perché si deve farlo.
L’ultima parte del lavoro sarà poi dedicata a un’ulteriore analisi di documenti. Alle insegnanti saranno presentati brevemente altri documenti utilizzabili in classe: un report pubblicato da Amnesty International (Vite alla deriva, 2014), l’elaborazione in forma di videoarte di un’inchiesta giudiziaria su una nave scomparsa nel Mar Mediterraneo (Tracce liquide, di Lorenzo Pezzani e Charles Heller), una testimonianza inedita di un giovane profugo afgano, raccolta a Trieste nell’inverno del 2015 o altri documenti (ora in fase di selezione) sui problemi legati ai soccorsi nel mare Mediterraneo.
Anche in questo caso, attraverso il confronto tra i diversi punti di vista degli studenti di fronte ai documenti, si stimolerà una riflessione critica e si punterà a fornire consapevolezza sull’importanza di informarsi in modo non superficiale, scegliendo bene le fonti e verificandone autorevolezza e attendibilità.
Il laboratorio avrà dunque un duplice scopo. Da un lato, fornire a studenti e insegnanti fonti di informazione sul grande tema di attualità dei movimenti migratori, tema che potrà essere ripreso con collegamenti interdisciplinari tra geografia, storia, arte, lingue straniere, scrittura di testi, potenzialmente anche matematica e informatica (si citeranno numerose fonti di dati, statistiche, visualizzazioni grafiche e informatiche). Dall’altro, mettere in evidenza i fondamenti del metodo giornalistico: verifica delle fonti, correttezza espositiva, ricerca della verità, pubblico interesse delle informazioni.

lunedì 16 ottobre 2017 dalle 14.30 alle 17.30

Sede: Memo,  Viale Barozzi 172 Modena

Relatori: Giulia Bondi, giornalista

Destinatari: docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado

Durata: 1 incontro della durata di 3 ore

Numero di adesioni: massimo 25 partecipanti

Come iscriversi

Costo 10 €
Il pagamento dovrà essere effettuato presso la sede di Memo ( Viale Barozzi, 172 Modena) in contanti o bancomat. All’atto del pagamento verrà rilasciata apposita ricevuta.
Oppure può essere effettuato tramite la Carta del Docente; in questo caso è necessario presentare il buono o inviarlo via mail a memo@comune.modena.it specificando il titolo del corso. Sarà comunque possibile iscriversi e frequentare il corso in attesa di regolarizzare il pagamento.

Ultimo aggiornamento: 28/09/17


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