Presentazione dell'assessore (2006)

Nelle scuole della nostra città ci sono bambini provenienti da altri paesi e bambini nati in Italia da genitori stranieri e da coppie miste. A volte i loro percorsi scolastici sono difficili ma la scuola deve adoperarsi per accogliere e istruire, garantendo inclusione sociale e diritti.
In molti casi  è difficile anche per i genitori stranieri seguire i figli nel percorso scolastico.
Essere  genitori nella  migrazione significa infatti non avere sostegni e modelli di riferimento; significa perdere i riferimenti culturali; significa provare, verso la scuola, atteggiamenti spesso ambivalenti: la scuola è percepita, da un lato, come l’istituzione capace di dare grandi opportunità ai figli ma anche come l’istituzione che allontana i figli dalla famiglia e dalla cultura d’origine.
Tutto questo può determinare, nei genitori stranieri, sentimenti di inadeguatezza che rendono ancora più difficile lo svolgimento del loro ruolo.
Ma la scuola non può educare senza l’apporto delle famiglie: occorre che gli insegnanti si sforzino di allacciare relazioni con i nuovi genitori perché l’educazione e la crescita equilibrata dei ragazzi non avviene senza condivisione di un progetto educativo con le famiglie, di qualsiasi nazionalità esse siano.
Occorre che le differenze culturali tra i modelli educativi tipici della scuola e quelli dei genitori stranieri siano esplicitate e discusse con pazienza, attenzione, rispetto reciproco nella certezza che la convivenza è possibile e che le differenze sono una risorsa. 
Accanto alla pluralità dei modelli educativi che rappresentano ostacoli difficili da superare perché poco visibili, esiste un ostacolo più evidente, legato alla scarsa comprensione della lingua italiana che impedisce ai genitori di cogliere i meccanismi di funzionamento della scuola e le comunicazioni degli insegnanti.
Proprio al fine di facilitare la comprensione reciproca ed abbattere alcune delle barriere linguistiche presenti tra insegnanti e genitori stranieri, è  stata realizzata a cura dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Modena, la traduzione di moduli, fogli informativi e dichiarazioni da utilizzare nella comunicazione tra  scuola e famiglie.
Si tratta di materiali che hanno lo scopo di facilitare lo scambio corretto di informazioni fra insegnanti e genitori e che sono stati tradotti nelle sei lingue straniere più parlate nella nostra città.
E’ un segno di attenzione verso i genitori che vengono da lontano, per agevolarli nel compito difficile  che sono chiamati a svolgere.
E’ anche un segno di benvenuto nella società diversa nella quale hanno deciso di vivere che, anche attraverso le scuole frequentate dai loro bambini, intende farli sentire accolti e valorizzati.
Le differenze linguistiche possono separare ma la volontà di comprendersi riesce sempre ad unire.

L’Assessore all’Istruzione e Politiche per l’infanzia,
Autonomia scolastica, Rapporti con l’Università
Adriana Querzé (2006)
 
traduzione in
    albanese   
arabo
cinese
francese
inglese
russo
turco
 
 

Ultimo aggiornamento: 02/10/14


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